SECONDARY TICKETING, BARLEY ARTS ALL’ATTACCO

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Rivendere il biglietto di un concerto ad un prezzo maggiorato rispetto a quello ufficiale (in prevendita) è giusto?

E, al di là dell’etica, è legale farlo?

Che differenza c’è tra la vendita online sui siti di secondary ticketing e i bagarini fuori dalle venues? Non rivendono anche loro i biglietti a prezzo maggiorato?

Infine, alla musica si possono applicare le normali dinamiche di mercato?

Leggiamo oggi che Barley Arts ha intenzione di presentare un esposto alla Procura di Milano in merito ai biglietti degli attesissimi concerti estivi di Bruce Springsteen:

Lettera Barley Arts Promotion

La questione – e le risposte alle domande che abbiamo posto apertura post – è argomento di dibattito da anni. In Uk qualche anno fa se ne parlò addirittura in Parlamento (non che ci siano stati chissà quali sviluppi ma vabbè) e in Italia non è argomento di interesse colmare il vuoto normativo sul secondary market, che resta un ampio e accidentato terreno grigio. A farne le spese sono gli amanti dei concerti che ogni volta devono insaccarsi l’indice a suon di refresh per far apparire quella dannata casellina verde sul sito di TicketOne, che di solito gestisce il grosso se non la quasi totalità delle prevendite degli eventi.

Cosa succede nei primi minuti di apertura delle vendite è cosa nota: sito impallato, biglietti di parterre esauriti nel giro di pochi minuti, e apparizione quasi in tempo reale di una quantità di biglietti spropositata sui siti di secondary. E’ più che legittimo pensare che, oltre a chi oggettivamente non potrà davvero più andare all’evento, molti non sono affatto interessati al concerto e probabilmente comprano regolarmente più tagliandi – specialmente quelli delle date più attese – per rivenderli a prezzo maggiorato (e quindi lucrarci).

I siti di secondary ticketing garantiscono che

“i nostri biglietti provengono solo da fonti legittime e che li mettiamo in vendita in modo trasparante e accurato” (cit. Seatwave)

Viagogo invece annuncia a chiare lettere che:

“Il nostro obiettivo è quello di portare efficienza e trasparenza in un mercato tradizionalmente ‘opaco’ e poco organizzato, consentendo agli utenti l’acquisto e la vendita di biglietti in modo sicuro e garantito”

Ma è giusto che ad un concerto una persona paghi il biglietto al prezzo stabilito dagli organizzatori mentre un’altra debba pagare il biglietto a prezzo maggiorato magari per lo stesso posto?

A questo proposito Edward Parkinson (Viagogo UK) qualche anno fa aveva detto:

“Se una persona ha speso del denaro guadagnato col sudore della fronte nell’acquisto di un biglietto e non ha più modo di utilizzarlo, crediamo abbia il diritto di rivenderlo al prezzo che desidera. Perché i biglietti dei concerti dovrebbero essere diversi dalle automobili, dai libri o dalle borse? Noi di Viagogo promuoviamo tute le misure necessarie a proteggere i fan dalle frodi e dai raggiri online”

Chissà perchè però molti artisti e promoter sono ampiamente di diverso avviso, tanto che sono state lanciate diverse iniziative: dai biglietti nominali alla lista nera di F&P Group, fino alla promozione di vere e proprie piattaforme alternative, come Twickets, per risolvere i problemi legati agli imprevisti che possono impedire ad un fan (vero) di andare ad un concerto.

E arriviamo così all’annuncio di Barley di poche ore fa. Sempre Claudio Trotta in un’intervista a Rockol aveva detto:

“E’ la speculazione che sta facendo impennare i prezzi al consumatore. Mi viene da ridere quando sento la Finanza che arresta un poveraccio fuori da un palasport perché trovato con una decina di biglietti in tasca mentre società di bagarinaggio digitale come Seatwave o Viagogo risultano regolarmente iscritte alla camera di commercio rimanendo libere di operare. E’ questa la vergogna. E pensare che ho sentito portavoce di siti del genere parlare anche di beneficenza…”

Staremo a vedere cosa succederà adesso.

 

PER APPROFONDIRE

Secondary ticketing: storie di concerti, biglietti (e fan) esauriti

Secondary Ticketing, Barley Arts presenterà un esposto alla Procura

Un documentario sul secondary market:

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