IL CILE, “IN QUESTO DISCO VOLEVO ESSERE VERO AL 100%”

il cile

Scrivendo questo disco ho preso la consapevolezza di essere diventato un uomo, con i miei pregi e con i miei difetti, con le mie debolezze e i miei punti di forza.

Lorenzo Cilembrini, ovvero Il Cile, è tornato con un nuovo disco dal titolo decisamente evocativo: La fate facile. Di anni, dall’ultimo lavoro discografico, ne sono passati tre, un periodo che oggi come oggi può essere considerato molto – se non troppo – lungo ma era necessario procedere così, come ha spiegato lo stesso cantautore durante un incontro stampa, per restituire una maggiore autenticità:

Nonostante la tempistica di tre anni che al giorno d’oggi ha una certa rilevanza, la prima cosa a cui tenevo era fare un disco dove io ci fossi al 100%, senza niente di costruito. Io sono una persona che ha sempre scritto quello che vive, e di quello che vive. Per me una regola basilare nei confronti del mio pubblico era quella di essere vero al 100%, nella mia totalità.

E questo implica anche il doversi mettere a nudo di fronte al proprio pubblico, cosa che può comportare qualche rischio:

Al giorno d’oggi è un rischio sotto certi profili, ma era l’unica modalità comunicativa che mi faceva sentire a posto con la mia coscienza. Ho deciso ironicamente di intitolare il disco La fate facile perché a volte dall’esterno il mio mestiere sembra un eterno luna park, invece come tutti i lavori ha i suoi momenti belli e i suoi momenti più complessi. Ho avuto paura di scoprirmi così tanto, perché viviamo in tempi molto veloci e anche superficiali. Avevo il terrore di non essere compreso in pieno ma fortunatamente le persone che mi seguono hanno mostrato molta più umanità di quanto mi sarei aspettato.

La fate facile contiene una forte componente autobiografica, inevitabilmente:

Ci abbiamo messo tre anni perché volevamo essere convinti, sia io che Fabrizio (Barbacci, il produttore ndr), di quello che sarabbe stato un documento della mia identità artistica e umana. E questo è il disco che, nella totalità, mi rappresenta più di ogni altro. Anche perché è nato da fasi non sempre facili, che però non hanno mai un’accezione nè pessimistica nè negativa. E’ stato un lavoro lungo ma è stato molto più indirizzato e concentrato rispetto ai dischi passati perché si voleva dare un vestito ad ogni brano che avesse un’attinenza all’estetica dei testi ma che allo stesso tempo non snaturasse me. E quando siamo arrivati al master eravamo contenti entrambi.

Ma al tempo stesso era l’unica strada percorribile, un’esigenza che ha un valore quasi terapeutico, se così possiamo definirlo: questo contribuisce senza dubbio a donare alla musica de Il Cile un’autenticità che non ha prezzo, che anche i fan dimostrano di apprezzare:

Spesso le persone che seguono i miei concerti, che hanno – credo – una stima nei miei confronti – mi hanno chiesto il perché di tanti slanci emotivamente complessi nella mia vita e io non potevo pensare un modo migliore che mettere tutto nero su bianco, come ho sempre fatto. Gli artisti che ho più adorato nella mia vita hanno sempre messo a nudo la loro esistenza, in maniera anche molto ingombrante, sapendo il rischio che si corre perché si gioca con la propria vita. E non è una passeggiata fare certe scelte. Nel mio caso credo fosse l’unica strada percorribile, non nego che era quasi una terapia per me scrivere brani in cui affronto anche i miei demoni. Le persone lo capiscono: se c’è una cosa di cui sono sempre più convinto da quando ho iniziato a fare questo lavoro è che comunque la verità molto spesso paga. Magari ci vuole più tempo, ma lo percepiscono se quello che stai cantando è vero. Io non sono un interprete, ho scelto di fare delle parole il mio punto di forza: ho sempre nutrito amore verso la parola in sè, da quando ero bambino (per me era un gioco scrivere, mi piaceva più dei videogiochi). Ho provato a dimostrarlo con questo disco.

La fate facile esce l’8 settembre su etichetta Universal Music. Il Cile sarà da subito impegnato in un tour di presentazioni instore, che toccherà le principali città italiane: 12 settembre – Milano Feltrinelli piazza Piemonte ore 18.30; 13 settembre – Torino Feltrinelli Stazione Porta Nuova ore 18.30; 14 settembre – Bologna Feltrinelli piazza Ravegnana ore 18.00; 15 settembre – Roma Feltrinelli di via Appia Nuova 427 ore 18.00. Seguirà poi il tour vero e proprio.

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